(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 29/06/2001)
Il futurismo italiano 1909-1918'. Erano almeno
vent'anni, dice il curatore della rassegna Enrico Crispolti, che in Italia il Futurismo
non era piu' al centro di grandi eventi. Dopo la mostra di Torino del 1980 e quella di
Palazzo Grassi di sei anni dopo, c'erano state solo iniziative di tipo parziale. La
rassegna romana, a quasi cento anni dalla nascita del movimento futurista, e' una specie
di mix delle due mostre di vent'anni fa, ha proseguito Crispolti. Presentera' infatti,
come era accaduto a Venezia opere molto importanti, cui assocera' il forte impianto di
ricerca storica, alla base dell'evento che aveva inaugurato la riapertura della Mole
Antonelliana.
La mostra sara' articolata in quattro sezioni,
di cui quella iniziale, piu' piccola delle altre, presentera' gli antefatti del movimento
con opere di Balla, Boccioni, Carra', Russolo, Severini realizzate prima del Futurismo. La
seconda sezione e' forse la piu' ricca e motivata dal punto di vista della critica storica
e artistica di tutta la mostra. Qui confluiranno le opere gia' esposte ad Hannover,
implementate da ulteriori testimonianze, e riguardera' la nascita del Futurismo nella
prima parte del secondo decennio del '900.
Parte della critica, dice Crispolti, per molto
tempo ha ritenuto che il vero Futurismo fosse solo quello e che il movimento venisse meno
con la morte di Boccioni nel '16. Tant'e' che anche ad Hannover questo e' stato l'arco di
tempo rappresentato dai curatori. Invece, secondo Crispolti, dal 1915 in poi si risolve
brillantemente uno dei nodi del Futurismo, quello della rappresentazione della
'simultaneita'', che aveva portato Boccioni a un continuo ondeggiare tra astrattismo e
figurativo. Con le evoluzioni di forma create da Balla, meno drammatico e piu' agile di
Boccioni, il movimento esce dallo stallo e si proietta nei due decenni successivi mettendo
a punto una visione della realta' articolata, efficace, ancor oggi dirompente. |
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Con quella intensita' della comunicazione estetica, commenta Crispolti, che e'
probabilmente il motivo per cui, da due anni a questa parte, il pubblico ha cominciato ad
interessarsi nuovamente di futurismo, stanco della carenza di immaginazione delle attuali
ricerche artistiche. In questa sezione ci sono le opere piu' importanti e conosciute.
Ci saranno una quindicina di dipinti di
Boccioni, una specie di mostra nella mostra, commenta Crispolti, perche' cosi' tante sue
opere insieme a Roma non si erano mai viste.
Con prestiti da musei italiani (ad eccezione
della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma) e stranieri e da collezioni private,
torneranno nella capitale Balla, Depero, Prampolini, Dottori, Soffici. La terza sezione
sara' invece dedicata agli anni venti e alla cosiddetta 'arte meccanica' in cui si traduce
il linguaggio su base formalmente astratta del decennio precedente. Saranno allestiti
dipinti e sculture di Balla, Depero, Marinetti, Dottori De Pistoris, Evola, Maraschi,
Viani, Giannattasio.
La rassegna dara' un'ampia panoramica anche
dell'irruzione nel movimento futurista della visione aerea, sviluppatasi negli anni '30 e
'40, con due diverse interpretazioni, quella della visione cosmica e il mondo visto dalle
evoluzioni dei piccoli aerei.
La rassegna si conclude con una sezione molto
vasta e importante, che illustrera' la 'Ricostruzione futurista dell'universo', come Balla
e Depero intitolarono il manifesto del movimento nel 1915.
Il profondo desiderio degli artisti futuristi
era quello di incidere in ogni aspetto della realta', dice Crispolti, dall'immagine delle
citta' agli oggetti, dagli abiti ai comportamenti. Quindi saranno allestiti progetti
architettonici, opere grafiche, immagini pubblicitarie, arredi, persino esemplari di 'arte
postale'. E l'apporto al mondo della moda, soprattutto con i bozzetti di Balla raccolti (e
salvati) dalla stilista Laura Biagiotti. |