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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 01/06/2001)

Ma gia' dal 2 giugno si potranno nuovamente visitare il gigantesco atrio, la sala centrale (il Voltone), gli scaloni monumentali e lo stesso Salone del Senato, dove e' stata allestita un' eccezionale mostra sulla scultura antica in Piemonte, aperta al pubblico fino al 4 novembre.

Il meticoloso lavoro di 35 restauratori ha riportato allo splendore juvarriano l' avancorpo di Palazzo Madama, cioe' quella parte dell' edificio fatta costruire, nel 1721, dalla seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, vedova di Carlo Emanuele II.

Ma sono altre le scoperte che attendono i visitatori: sotto la sala del Voltone si potranno, infatti, osservare le stratificazioni che raccontano la storia dell' edificio e della citta', dall' epoca romana all' Ottocento, e frutto di uno scavo archeologico che, dopo la rimozione del pavimento ottocentesco, ha fatto riapparire le fondazioni romane e la corte medievale.

La facciata barocca del monumentale edificio, che sorge nel cuore di Torino, piazza Castello, ha infatti inglobato i resti dell' antica porta romana, trasformata nel Medioevo in un castello, successivamente ampliato, nel Quattrocento, dai Savoia, che vi fecero costruire torri angolari e bifore.

I restauri hanno fatto riaffiorare, all' interno dell' edificio, la mappa delle venature eseguite a pennello sulle colonne in stucco, per imitare le tessiture del marmo; sono stati i ripuliti i bassorilievi, tra i quali quello con le figure allegoriche del Tempo, della Fama e delle virtu' che incoronano il monogramma di Maria Giovanna Battista con il simbolo dell' Eternita'.


Il lavoro degli esperti, inoltre, ha consentito la risistemazione di 82 rosoni, alcuni dei quali danneggiati, nella Seconda Guerra Mondiale, dal bombardamento aereo su Torino del luglio 1943. E sono tornati i colori scelti da Juvarra: l' avorio, simile alla tonalita' della pietra di Chianocco usata per la facciata, usato per tutte le parti architettoniche e le decorazioni a rilievo, il grigio-azzurro per quelle lisce e di fondo.

Per restaurare atrio e scaloni di Palazzo Madama sono state impiegate 62 mila ore di lavoro, altre 18 mila sono occorse per le opere edili; 5 miliardi e 443 milioni di lire sono stati spesi per il restauro dell' avancorpo juvarriano, oltre un miliardo per lo scavo archeologico, 712 milioni per il riallestimento dell' ex deposito delle ceramiche, dove sono conservati migliaia di pezzi d' arte sculturea antica: ne sono stati catalogati oltre 25 mila; 691 sono le opere che sono state restaurate, 219 quelle acquisite.

Alcune di esse sono esposte, nel Salone del Senato, alla mostra ''Tra gotico e Rinascimento: La scultura in Piemonte'': la piu' pregiata, tra le nuove acquisizioni, e' la tavola da altare fiamminga del 1530 che ha fatto parte degli arredi sacri dell' abbazia di Staffarda. Nella mostra sono esposti 51 pezzi, 36 dei quali raccolti dal Museo d' Arte antica che ha sede nello stesso Palazzo Madama.

La rassegna, che si sviluppa lungo due itinerari, uno tematico, l' altro cronologico, sara' aperta al pubblico dal martedi' al venerdi' e alla domenica dalle 10 alle 20, al sabato dalle 10 alle 23 e restera' chiusa al lunedi'. Costo del biglietto 12 mila lire (ridotti 6 mila). Gratuita, invece, la visita dell' atrio, della sala del Voltone e degli scaloni monumentali di Palazzo Madama, con gli stessi orari d' apertura della mostra di sculture.