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   Archeologia


L'esposizione, e' stata dedicata ad Adriano ed all'opera che maggiormente dimostra la sua passione e competenza per l'architettura: Villa Adriana, il favoloso complesso che si fece costruire a Tivoli, ai piedi dei monti Tiburtini. La mostra ha proposto circa 200 opere provenienti anche dai musei di Parigi, Rouen, San Pietroburgo e Siviglia, ed ha riproposto al pubblico, a 10 anni dalla chiusura dell' antiquario di Villa Adriana, le imponenti statue che ornavano il Canopo.

Dall' Hermitage provengono poi una serie di ritratti imperiali e un nucleo che illustra la fortuna della villa in oggetti di collezionismo realizzati in epoche successive. Tra le statue del Canopo ci sono un Ares e un Teseo (eroe ateniese) che secondo l'ipotesi di Paolo Moreno, docente di archeologia all' universita' Roma 3, sarebbero gli stessi personaggi del gruppo dei bronzi di Riace. Ed inoltre il busto di Adriano del museo archeologico di Siviglia, i ritratti imperiali, il nucleo di S.Pietroburgo.

Per ammirare mostra e Villa, il biglietto era unico. Si parla ancora di archeologia romana con la mostra ''Roma. Romolo, Remo e la fondazione della citta''', allestita al Museo nazionale archeologico romano alle Terme di Diocleziano, dal 28 giugno al 7 gennaio. La mostra, che ha presentato per la prima volta al grande pubblico, la Roma delle origini secondo la moderna ricerca storico-archeologica, e' stata


visitata, in 165 giorni di apertura, da 44.954 persone, con una media giornaliera di 272.

La mostra ha presentato numerosi modelli e ricostruzioni che usano le fonti e le ricerche piu' aggiornate (come le capanne del Capo, la grande capanna di Romolo, la fossa di fondazione, i sacrifici sotto le mura violate), splendide illustrazioni (il Palatino col primo insediamento, l'arrivo del cesto con Romolo e Remo mentre il dio Tevere sorveglia il tutto, il momento che decide chi fondera' la citta' e sara' re, con gli auspici degli uccelli).

Fra le ricostruzioni la piu' imponente e' stata quella delle mura e della Porta Mugonia (costata un centinaio di milioni) con la paglia che e' stata resa ignifuga per ragioni di sicurezza. Mugonia e' quella porta rintracciata alle pendici del colle delle origini di Roma. Si sono potuti ammirare, inoltre, le grandi, ieratiche statue in terracotta di Minerva, il regale carrello di Bisanzio, da cui e' tratto il logo della mostra (un re che traccia il solco della citta', come Romolo, arando alla moda etrusca).

Due le novita': Il corredo di una tomba principesca con 103 vasi e ancora i pani di terra con scudi di bronzo inglobati e deformati; il fregio in marmo della basilica Emilia che narra le origini di Roma. Lungo 184 metri, ne sopravvivono 27, in mostra ne erano 21.