Le aree del cervello che vengono stimolate sono quelle del
nucleo basale, le prime a deteriorarsi negli uomini colpiti dal morbo di Alzheimer. I
risultati di questo studio saranno presentati negli Stati Uniti, nel congresso di
neuroscienze in programma a New Orleans dal 4 al 9 novembre.I ricercatori del dipartimento di psicobiologia dell' universita', coordinati
da Ignacio Morgado Bernal, sono riusciti a far recuperare la memoria a un gruppo di topi
che soffrivano di amnesia a causa di un danno cerebrale, dando loro una capacita' di
ricordare decisamente migliore rispetto a quella che avevano in passato. Anzi, i topi che
hanno ritrovato la memoria sono molto piu' efficienti rispetto ai topi che non hanno mai
avuto problemi di amnesia.
La tecnica consiste nell'applicare ad alcune aree del
cervello debolissime correnti elettriche, la cui intensita' e' paragonabile a quella delle
correnti che percorrono le cellule cerebrali. |
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La correnti sono applicate per pochi decimi di secondo tramite
minuscoli elettrodi, dal diametro di pochi millesimi di millimetro (micron).Una tecnica analoga oggi e' utilizzata negli interventi chirugici per
asportare tumori del cervello ed e' nota per le sensazioni di benessere che provoca
temporaneamente nei pazienti.
Studi condotti da tempo sui topi hanno pero' dimostrato che
queste deboli correnti possono produrre effetti molti piu' importanti a livello cognitivo.
Dai test piu' recenti, eseguiti su topi con danni cerebrali, e' emerso cosi' che anche
dopo una sola sessione di stimolazioni, la cui durata puo' variare da 15 a 40 minuti, gli
animali mostrano un sensibile miglioramento della memoria e superano brillantemente i test
di apprendimento nei labirinti. |