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   Fusione nucleare

Sono le stime dello studio della Commisione Europea sul possibile impatto della fusione nel mercato energetico dell'Europa occidentale nel 21/mo secolo. Nello studio sono stati considerati due diversi scenari che esplorano investimenti, domanda energetica, disponibilita' dei combustibili fossili e prezzi dell'energia nei prossimi 50 anni.

Entrambi gli scenari prevedono che la capacita' della fissione nucleare non riuscira' a superare i livelli attuali e che questa fonte energetica sia destinata ad avere fine nel 2100. Nei prossimi 50 anni, comunque, energie rinnovabili come la solare e l'eolica non riusciranno a soddisfare piu' del 30-35% del fabbisogno energetico; il fotovoltaico arrivera' appena al 10%. Il gas naturale avra' la massima diffusione nel 2030-2040. Perche' la fusione riesca ad occupare una considerevole fetta di mercato per fine secolo, secondo lo studio, e' pero' necessario che la costruzione del primo impianto commerciale abbia inizio fra il 2030 e il 2040.

E' percio' necessario rispettare rigorosamente tutti i tempi previsti per lo sviluppo del programma europeo sulla fusione, dall'attuale esperimento Joint European Torus (Jet) al futuro Demo. Approvato negli anni '70, il tokamak Jet e' diventato operativo nel 1983 e il suo funzionamento e' previsto fino al


2002. Il Jet ha ormai raggiunto una potenza di 16 MW per estesi periodi di tempo ed ha ormai dimostrato la sicurezza di questa tecnologia. Di conseguenza tutto dovrebbe essere ormai pronto per il nuovo passo verso la costruzione di strumenti piu' grandi e potenti, affidato al progetto Iter.

Nato dalla collaborazione fra Europa, Canada, Giappone e Russia (gli Stati Uniti hanno aderito al progetto fino al luglio 1999), Iter ha il compito di dimostrare che la fusione puo' diventare a pieno titolo una fonte di produzione di energia elettrica. Il progetto e' stato elaborato nel 1998, ma successivamente modificato. Di conseguenza negli ultimi due anni Iter e' diventato il tokamak piu' piccolo e dal migliore rapporto costi-benefici. Il costo previsto e' pari a 3,5 miliardi di Euro. Con Iter sara' pero' possibile compiere il primo test per verificare se e' possibile comvertire l'energia della fusione in energia elettrica. Tocchera' quindi a Demo dimostrare che produrre energia elettrica dalla fusione e' fattibile e compatibile con l'ambiente.