L'incontro, finanziato da Fondazione di Piacenza e Vigevano e
dalla'universita', e' organizzato nell'ambito del Forum della Fondazione Sigma-Tau sulle
ragioni della scienza. Coordinatore e' il direttore del laboratorio di Biologia dello
sviluppo dell'universita' di pavia, Carlo Alberto Redi.''Come e' naturale ogni volta che appaiono nuove tecnologie - a ha rilevato
Redi - c'e' una grande confusione, inoltre il riferimento alla clonazione crea una forte
ansia sociale sull'impiego di questa tecnica. C'e' nello stesso tempo una grande attesa
per lo sviluppo di terapie per gravi malattie, come Parkinson, sclerosi multipla, diabete,
osteoartrite, malattie del fegato e del rene, infarto, solo per citarne alcune).
Non vanno poi dimenticate le opportunita' mercantili legate
alla produzione delle cellule staminali''. Di tutto questo si discutera' nel convegno,
attraverso il confronto tra ricercatori, bioeticisti e rappresentanti della sanita'
pubblica. |
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L'esperienza britannica, che per prima ha dato il via al
dibattito sul prelievo delle cellule staminali dagli embrioni, si confrontera' con quella
italiana, cilena e svizzera. Sul fronte scientifico, l'Italia e' rappresentata da uno dei
maggiori esperti internazionali sulle staminali, Angelo Vescovi, del San Raffaele di
Milano. Della biologia spaziale per produrre tessuti e organi parlera' Augusto Cogoli, del
Politecnico di Zurigo, e Alberto Albanese, dell'universita' Cattolica di Roma, parlera'
delle terapie ricostruttive con trapianti di cellule. Keith Campbell, dell'universita' di
Notthingam, parlera' della clonazione.
Sul fronte istituzionale e' prevista la presenza di Anne Mc
Laren, della Wellcome Trust, e del direttore dell'istituto superiore di Sanita', Giuseppe
Benagiano. |