Cio' e' dipeso da una tendenza negativa emersa negli anni
Novanta, in cui ricerca e sviluppo non hanno avuto la giusta attenzione da parte dei
governi succedutisi; infatti, mentre alla fine degli anni '80 l'Italia pesava per il 3,7%
sul totale delle risorse investite in ricerca e sviluppo dai paesi del G7, nel 1997 tale
percentuale era scesa al 2,9. Di conseguenza,
la spesa rispetto al Pil continua a stazionare intorno all'1%; un valore drammaticamente
inferiore a quelli di numerosi paesi europei, asiatici, americani. La centralita' della
conoscenza per la crescita e la competitivita' dei sistemi economici induce un interesse
crescente dei governi verso il monitoraggio della scienza e della tecnologia. Molti paesi
hanno attivita' consolidate di raccolta, elaborazione e pubblicazione delle informazioni
statistiche su questi settori; anche l'Italia sin dagli anni '60 partecipa ai lavori di
raccolta ed elaborazione dei dati.
E' il tema del volume ''Il monitoraggio della scienza e della
tecnologia'' che vuole essere un contributo di riflessioni sui concetti e le metodologie
per la misurazione della scienza e tecnologia e la costruzione degli indicatori.
Il volume e' il risultato del lavoro di alcuni ricercatori
dell'Istituto di studi sulla ricerca e documentazione scientifica del Cnr, Mario de
Marchi, Bianca Maria Poti', Emanuela Reale, Maurizio Rocchi, Anna Maria Scarda. |
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La pubblicazione riporta una serie di elaborazioni
statistiche fra quelle cruciali nello studio del cambiamento scientifico e tecnologico.
I principali indicatori evidenziano alcune
caratteristiche del sistema scientifico e tecnologico dell'Italia negli ultimi anni. Fra i
paesi del G7 l'Italia e' quello con la maggiore presenza relativa dell'amministrazione
pubblica nel finanziamento della ricerca (51,1% nel 1998) e quindi la più bassa
percentuale di spesa delle imprese(53,7%).
Nel 1997 nel nostro paese operava un numero di ricercatori
(76.000 circa) minore di quello del Canada (80.500) e appena superiore a quello
dell'Australia (61.100), paesi con una dimensione economica e demografica di gran lunga
inferiore all'italiana. Il nostro Paese vede le risorse finanziarie e umane per la ricerca
estremamente concentrate nel centro-nord: nel 1997 quest'area rappresentava oltre l'87%
sia della spesa pubblica (esclusa l'universita') che delle imprese e occupava oltre l'85%
del personale.
Pur con queste gravi e persistenti carenze e squilibri e
l'insufficiente considerazione da parte dei governi - sottolinea la pubblicazione, - i
ricercatori italiani hanno prodotto risultati scientifici in crescita, tant'e' che la
produzione scientifica italiana, che costituiva il 2,3% di quella mondiale nel 1986-88, e'
arrivata, a dispetto di questa situazione, al 3,2% nel 1995-97. |