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Universita' di Firenze (dalla prima pagina) |
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Amartya Sen è stato calorosamente festeggiato da
un centinaio di studenti di Agraria che hanno assistito alla cerimonia.
La laurea fiorentina gli è stata conferita, come si
legge nella motivazione, "per aver saputo dare una dimensione etica all'economia ed
alla politica dello sviluppo e per il fondamentale contributo al miglioramento del
benessere dell'umanità fornito dai suoi studi, in particolare da quelli che hanno messo
in luce le cause che provocano le carestie e la povertà nei paesi in via di
sviluppo".
L'economista indiano, che è Master del Trinity College
all'Università di Cambridge, ha tenuto la sua lezione dottorale sul rapporto tra diritto
all'alimentazione e produzione agricola, affrontando uno dei temi dominanti della sua
attività scientifica.
Riguardo alla relazione tra aumento delle produzioni mondiali e
crescita demografica, Sen ha sostenuto che "a parte l'Africa, l'equilibrio tra
disponibilità di cibo e popolazione non è particolarmente preoccupante nel resto
del mondo": la produzione alimentare è aumentata nonostante sia stata disincentivata
dalla forte diminuzione dei prezzi. |
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"Nell'ultimo quarto di secolo, i prezzi mondiali dei principali prodotti
alimentari sono diminuiti di circa il 70% e nonostante ciò la produzione alimentare pro
capite è cresciuta di un 10% circa" quasi a significare che "produrre
abbastanza cibo non rappresenta un problema in se stesso".
Sen ha definito grave la situazione del continente
africano (la percentuale dei bambini sottonutriti nell'Africa sub-sahariana varia tra il
20% e il 40%), in cui le persistenti carestie hanno connessioni strettissime con la
situazione politica, caratterizzata da un diffusa instabilità dovuta alle guerre civili.
"Un rimedio generale della situazione - ha detto Sen - richiede l'aumento della
produzione alimentare, insieme ad un'espansione della produzione agricola non alimentare e
di quella industriale".
Le politiche pubbliche dovranno necessariamente muoversi verso la
crescita economica e dell'occupazione, il miglioramento della sanità e dell'istruzione,
oltre che nel garantire modalità preferenziali di accesso al cibo da parte dei gruppi
più vulnerabili (madri povere, bambini in tenera età). |
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