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I.N.F.M. (dalla prima pagina) |
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Nellanno in cui il premio Nobel della Fisica è stato assegnato a tre scienziati che
hanno posto le basi tecnologiche per lo sviluppo di Internet e delle telecomunicazioni
ottiche da una parte e per lo sviluppo dei calcolatori e della microelettronica
dallaltra, un gruppo di ricercatori italiani - diretti dai professori Lorenzo Pavesi
di Trento e Francesco Priolo di Catania - ha realizzato una scoperta che potrebbe
rivoluzionare sia la microelettronica che Internet.
La loro scoperta potrebbe infatti permettere di:
- usare la stessa tecnologia sia per le telecomunicazioni ottiche che per la
microelettronica,
- rendere la diffusione del laser come semiconduttore ancora più pervasiva mediante una
drastica riduzione dei costi,
- integrare i laser con i circuiti microelettronici.
Questo risultato, costantemente cercato nella comunità scientifica negli
ultimi dieci anni, è stato possibile perché i ricercatori hanno ridotto le dimensioni
del silicio fino a fargli raggiungere la forma di palline piccolissime (del diametro
dalcuni milionesimi di miliardesimi di metro, cioè nanometri) contenenti solo poche
centinaia datomi. A queste dimensioni la fisica classica non funziona più ed entra
in gioco la fisica quantistica. Proprio le proprietà quantistiche assunte dalla materia
su questa scala hanno permesso di ottenere lamplificazione della luce. Un raggio
luminoso è stato fatto passare attraverso una piastrina contenente parecchi milioni di
miliardi di queste palline. Dopo il passaggio si è misurato un raggio luminoso molto più
forte di quello allentrata. Normalmente questo non succede: la luce viene assorbita
dal materiale attraverso cui passa per cui il raggio luminoso, dopo la piastrina, avrebbe
dovuto essere più debole. Laumento dintensità della luce ne dimostra
lamplificazione.
Le proprietà di amplificazione della luce sono alla base della
realizzazione dei laser a semiconduttore. La dimostrazione di tali proprietà risale al
1962 ma la costruzione e la commercializzazione su vasta scala di attrezzature basate sul
raggio di luce potenziato è cominciata solo ventanni più tardi, nei primi Anni
Ottanta. Oggi i laser a semiconduttore sono la colonna portante di Internet, delle
telecomunicazioni attraverso fibre ottiche, sono in tutti i lettori di CD, sono usati
nella diagnostica e terapia medica: è difficile trovare un campo tecnologico nel quale
non siano utilizzati. Ma i laser a semiconduttore sono fatti di un materiale diverso da
quello usato nella microelettronica, che è il silicio, a causa delle proprietà fisiche
di questultimo: il silicio infatti assorbe la luce che lo attraversa! Ed è per
questo fatto si sono dovute sviluppare due tecnologie diverse per produrre da un lato i
laser a semiconduttore e dallaltro i circuiti microelettronici.
La scoperta dei ricercatori trentini e catanesi dimostra la possibilità
di realizzare laser al silicio, ovvero di utilizzare una sola tecnologia per fabbricare
sia i circuiti microelettronici che i laser.
Questo permetterà in futuro di integrare dei
laser al silicio allinterno dei nostri computer e far si che i diversi chip
comunichino fra loro attraverso raggi laser. In ostanza avremo computer ancora più
potenti e molto più veloci, il tutto grazie ad uno scoperta che porta un marchio italiano
doc. |
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Un ulteriore vantaggio viene dal fatto che i materiali usati oggigiorno per i laser sono
molto costosi e difficili da trovare. Per contro il silicio è poco caro e molto diffuso.
Le nostre spiagge sono fatte essenzialmente di silicio: è infatti dalla sabbia che si
ricava il silicio.
I risultati conseguiti dagli scienziati italiani, che viene resa
ufficialmente nota oggi, ha già avuto una forte eco nel mondo scientifico a causa,
soprattutto, dellinteresse dimostrato per la possibilità di realizzare il
"laser al silicio" dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale
"NATURE". Nel suo numero di novembre (da oggi in distribuzione)
"Nature" dedica un articolo ai risultati del lavoro dei professori Pavesi e
Priolo e li illustra ampiamente alla comunità scientifica. Inoltre il professor Priolo è
stato invitato a presentare la scoperta al simposio sulla Scienza dei Materiali che si
terrà, con la partecipazione di un migliaio di specialisti del settore, lunedì prossimo
a Boston. Il professor Pavesi, dal canto suo, è stato invitato alla conferenza invernale
della Società internazionale di Ingegneria Elettronica e Fotonica che si terrà a La
Jolle (California) il prossimo gennaio.
È interessante notare che la scoperta Pavesi-Priolo è il risultato di
uno sforzo di ricerca congiunto tra i Dipartimenti di Fisica delle Università di Trento e
di Catania, finanziato principalmente dallIstituto Nazionale di Fisica della Materia
(INFM). Ed è doveroso ricordare che è il principale risultato di unattività
originata, una decina danni fa, dal professor S. U. Campisano di Catania, volta a
studiare le proprietà optoelettroniche del silicio, economicamente supportata da progetti
europei, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nellambito del progetto
finalizzato materiali per lelettronica (MADESS), dal ministero dellUniversità
e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST). Dal canto suo la comunità europea,
nellambito del suo quinto "Progetto quadro", si è detta interessata a
considerare un progetto di sviluppo di laser al silicio.
LUniversità di Trento, in collaborazione con la Provincia Autonoma
di Trento, ha avviato recentemente una grossa attività, sia didattica che di ricerca, nel
campo delle telecomunicazioni e questa scoperta è la punta di diamante di tale attività.
Luniversità di Catania, che collabora da anni con la
ST-Microelectronics (la maggior industria italiana del settore, ottava per fatturato nel
mondo), ha dato vita ad un circolo virtuoso, fondato sulla sinergia fra industria ad alta
tecnologia e università, che ha portato a risultati di sicuro prestigio. Tali da far
parlare di Etna Valley, un fenomeno in netta controtendenza rispetto ai problemi storici
del Sud Italia.
Nellanno in cui il presidente Clinton ha dichiarato che le
nanotecnologie rappresentano il futuro per il progresso degli stati tecnologicamente
avanzati ed ha annunciato ingenti investimenti per sostenerne lo sviluppo,
dallItalia, con uno sforzo congiunto che lega idealmente da Nord a Sud la Penisola,
arriva la dimostrazione che il nostro Paese può competere con i più prestigiosi
laboratori del mondo. E che, talvolta, può risultare vincitore. |
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