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  Universita' di Genova (dalla prima pagina)


Al centro dell’intervento del Magnifico Rettore, la ridefinizione della missione dell’Ateneo, che deve fondarsi sull’accresciuta qualità di didattica e di ricerca in modo da fornire alle Università qualificazione e competitività e permettere una concreta collaborazione con il mondo delle imprese e dei servizi, incrementando così le capacità di autofinanziamento.

Rilevante - e in continuo incremento – è l’interazione fra l’Università e il "mondo esterno", nell’ambito della ricerca, della didattica e dell’internazionalizzazione. Tra le numerose iniziative - già avviate e in corso di realizzazione - citate dal Rettore, si segnalano la collaborazione tecnico-scientifico-formativa con la Marconi, le convenzioni con Elsag, Pfizer Italiana, Samo e Zambon Group, l’attivazione di uno "sportello lavoro" in collaborazione con l’Associazione Industriali, il progetto CIPE 488 teso a favorire la connessione tra imprese liguri e ricerca/formazione universitaria, l’adesione alla società consortile e-form per realizzare percorsi e strumenti formativi in area new economy, la prossima attivazione di un Master volto a formare addetti per gli Istituti Italiani di Cultura.

Si rafforza inoltre l’impegno dell’Ateneo per l’assistenza e il sostegno agli studenti: aumento del numero degli alloggi, riassetto del sistema bibliotecario e orientamento sono tra le priorità. L’Ateneo ha intrapreso diverse iniziative tese a favorire gli studenti: tra queste, l’accordo con la Carige per anticipare agli studenti in mobilità esterna l’importo della borsa di studio e il progetto di dotare gli studenti meritevoli di un computer personale.

Il Rettore ha infine ribadito l’importanza della valutazione: a tale proposito, sarà presto disponibile sul sito di Ateneo il rapporto redatto da una commissione di quattro esperti stranieri sulla qualità di gestione dell’Università di Genova; sono state inoltre completate le procedure per la costituzione dell’Osservatorio sull’attività dell’Ateneo, in cui saranno coinvolti esponenti di enti e realtà produttive locali.

Paolo Massimi, rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione, ha incentrato il suo intervento sul ruolo dello studente nell’ambito della riforma. In particolare, Massimi ha ribadito la necessità che l’Ateneo promuova e valorizzi la figura dello studente, che deve essere considerato «soggetto attivo e corresponsabile», poiché «l’università non deve formare tecnici specializzati, ma laureati caratterizzati da spirito critico».

Anna Rosa Galdi, rappresentante del personale tecnico-amministrativo in Senato Accademico, pur ribadendo un certo malcontento ancora presente nella sua categoria, ha riconosciuto gli importanti cambiamenti


apportati dalla stipula del nuovo contratto: tra gli altri, la creazione di un nuovo ordinamento professionale, la prevista realizzazione di progetti di telelavoro, il ricorso al lavoro interinale e l’aggiornamento professionale.

Anno 2000: il sapere politico è ancora architettonico? è stato il tema della prolusione della prof. Anna Maria Del Grosso Lazzarino, Preside della Facoltà di Scienze Politiche.

L’intervento si è incentrato sulla fondamentale importanza della "architettonicità" del sapere politico, che coordina e utilizza altri saperi - attinenti alla vita umana e sociale - per giungere ad un’analisi e valutazione critico-scientifica della realtà e alla conseguente elaborazione di progetti di azione. In altre parole, il sapere politico può essere definito come «un sistema organico di discipline interdipendenti aventi per oggetto i principali fattori degli equilibri e delle dinamiche politiche e sociali».

In questo senso, architettonicità equivale a interdisciplinarietà nell’approccio e nell’indagine: tale caratteristica, che sin dal principio ha ispirato l’impianto dei Corsi di Laurea in Scienze Politiche, permane anche nella formulazione delle nuove classi di laurea. Le nuove professionalità che la riforma consente di creare avranno infatti una formazione interdisciplinare e una visione improntata alla "architettonicità", ovvero al dominio della complessità che sempre più caratterizza i vari settori di impiego.

A conclusione della cerimonia, l’intervento del Ministro Ortensio Zecchino: ribadendo la necessità che le università si aprano alle esigenze della società e del mondo produttivo, il Ministro ha ulteriormente sottolineato le positive caratteristiche della riforma, fondamentale perché l’università italiana si integri con il sistema europeo.

Tra i cardini del nuovo ordinamento, l’autonomia didattica (per cui ciascun ateneo potrà decidere quali insegnamenti inserire nelle classi di laurea), la mobilità, il potenziamento della ricerca con la realizzazione di centri di eccellenza, la possibilità di ridurre gli abbandoni anche attraverso una meno disinvolta politica degli accessi e l’obbligo per gli atenei di creare un servizio di orientamento destinato agli studenti.

Il Ministro ha infine incontrato il Senato e il Consiglio di Amministrazione e, prima di lasciare il palazzo, ha voluto ricevere una delegazione di studenti i quali, in precedenza, avevano manifestato il loro disagio a seguito dell’applicazione della legge 264/99, relativa all’ammissione all’Università per i corsi di studio a numero programmato.