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La prima edizione del volume, al quale hanno contribuito eminenti studiosi, e' stata pubblicata in occasione della mostra ''Gli Etruschi e l'Europa'' alle Galeries Nationales del Grand Palais (1992) e all'Altes Museum (Berlino 1993). Il libro e' arricchito di fotografie, testimonianza a tutto tondo di questa grande civilta'.

In una Italia che, ancora agli inizi del I millennio a.C. appare immersa in tradizioni di vita preistorica, solo investita sulle coste da qualche sprazzo di luce che promana dalle grandi antichissime civilta' dell'oriente mediterraneo, nasce e fiorisce - scrive Massimo Pallottino - un popolo ricco di energie che in breve tempo accogliera' di quelle civilta' alcuni elementi essenziali di progresso: organizzazione politica, citta', scrittura, gusto per la produzione decorativa, edilizia stabile.

L'eccezionalita' del suo destino dipende in parte notevole dall'esistenza in Etruria di ricchezze minerarie (ferro, rame, piombo argentifero) e dal loro sfruttamento fin dalla tarda eta' del bronzo. In Etruria l'incremento delle societa' indigene, tra l'altro in una zona alquanto appartata dalle grandi rotte, riusci' ad evitare fin dagli inizi interferenze straniere e favorire per intero lo sfruttamento del patrimonio naturale ad esclusivo vantaggio degli abitanti del luogo.


Questi, nell'eta' che chiamiamo eta' del Ferro, nel periodo 'Villanoviano' (IX-VIII secolo a.C.) non soltanto appaiono dotati di sicura organizzazione e di un'impronta culturale autonome ed unitarie ma addirittura rivelano una spiccata tendenza espansiva terrestre e marittima. Testimonianze archeologiche rivelano che e' esistito un momento di straordinario rigoglio del etrusco che nel VII sec. a.C. appare profondamente imbevuto di elementi orientale e greci soprattutto, poiche' il popolo ellenico in fase di forte estensione coloniale, sta diventando il creatore della piu' alta espressione di civilta' antica.

L'Etruria, entrata nel cerchio magico del progresso, profonde il suo potenziale economico soprattutto nel lusso dei capi e delle sue aristocrazie importando materie preziose e oggetti lavorati dall 'Asia, Egitto, Grecia ed imitandone lo stile con quel gusto alquanto composito definito 'orientalizzante'. Dal IV sec. Roma comincio' ad imporre il suo protettorato sugli stati Etruschi fino al momento in cui, all'inizio del I secolo a.C., la concessione della cittadinanza romana a tutti gli italici sancira' l'avvio alla completa romanizzazione linguistica e culturale dell'Etruria.