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  Etruschi

Potenti perche' seppero farsi cerniera tra il mondo ellenico e il nascente mondo romano, grazie ad una civilta' raffinata e intraprendente e a solide istituzioni. Cosi' come i giapponesi hanno attribuito successo alla contemporanea cultura occidentale, cosi' tra gli Etruschi ebbe fortuna quella greca. 

La mostra di Venezia offre al pubblico un panorama eccezionale: settecento opere provenienti da tutto il mondo in trentasei sale, con in testa quasi quattrocento dall'Italia. 

La visita comincia con una soluzione originale: l'atrio di Palazzo Grassi e le scalinate che portano al primo piano rappresentano qualcosa di piu' di una semplice introduzione all'esposizione. La corte centrale del nobile palazzo veneziano e' stata infatti trasformata nel luogo di un simposio etrusco nel quale, anche attraverso incroci di luce, l'ospite e' accompagnato nell'atmosfera culturale della civilta' che si appresta a visitare. 

La doppia scalinata e' punteggiata di grandi oggetti che costituiscono le massime espressioni del popolo etrusco. Nella prima parte della mostra sono invece esposti i reperti che testimoniano la fase di formazione della civilta' etrusca: corredi funerari che evidenziano l'ideologia dei ruoli sociali e reperti bronzei che testimoniano l'inizio ''prepotente'' dell'industria del metallo.

Tra questi vanno menzionati l'urna cineraria a capanna del Museo archeologico di Villa Giulia a Roma, cui e' dedicata un'intera sala. In questa stessa sala e' ricostruito l'aspetto reale di come dovevano essere le abitazioni etrusche. 

Sempre in bronzo sono pure un carro con bacile e un cinerario, provenienti dalla necropoli di Bisenzio. 

Nelle sale successive si passa all'apogeo della civilta': quelle del primo piano - che si affacciano sul Canal Grande - espongono oggetti originarie di molteplici localita' del bacino mediterraneo (bronzetti sardi, scarabei di provenienza egiziana, vasi greci) a testimonianza del fitto scambio tra gli Etruschi e il mondo circostante.


Ma anche la pirateria, la navigazione e i traffici sono trattati: al centro nella sala grande la biga di Ischia di Castro. 

Altro pezzo forte e' la 'Tomba del carro di bronzo' per la prima volta presentata al grande pubblico come era - almeno secondo i piu' recenti studi - all'epoca della deposizione del defunto. 

Nella stessa sala due preziosi prezzi di oreficeria risalenti al settimo secolo avanti cristo. Sulla vita quotidiana un ruolo centrale e' rivolto alla donna, cui era affidata l'importante compito della tessitura. 

Spicca poi la ricomposizione galvanoplastica di quella che si pensa fosse la struttura completa del Carro femminile da passeggio di Castel San Mariano, per la prima volta esposta tutta insieme a Palazzo Grassi dal giorno del suo ritrovamento, circa 200 anni fa. 

Altri pezzi di richiamo un modellino portatile di fegato di pecora usato per i viatici, custodito al Museo Civico di Piacenza. Nelle sale del secondo piano si passa dagli aspetti delle feste etrusche a quelli incentrati sull'ellenizzazione progressiva della civilta' etrusca: ecco allora le preziose lamine auree (da Villa Giulia) sulla scrittura, le opere a testimonianza dell'artigianato come i lavori in bucchero e l'Oinoche configurata dal Museo archeologico di Firenze. 

Nelle altre sale il visitatore potra' ammirare le decorazioni e l'architettura dei templi: tra questi, il frammento di lastra con figura femminile da Berlino. 

Nella fase finale della mostra irrompe la civilta' romana: gli Etruschi sono sempre piu' permeabili a Roma. Si va quindi dallo specchio dei fratelli Vibenna - che campeggia accanto ad uno specchio con scena di auruspicina - all'Arringatore che chiude la mostra.