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   I maestri contemporanei italiani salgono nelle quotazioni

E ci mancherebbe altro, rilevano alla sede milanese di Sotheby's, con quello che e' stato investito per mettere insieme due cataloghi di livello straordinario che hanno ricevuto enorme consenso tra i collezionisti di tutto il mondo. Sotheby's, a fine ottobre, ha infatti replicato l'asta del '99 interamente dedicata ai contemporanei italiani, che registro' il 100% del venduto.

Quest'anno il successo si e' ripetuto puntuale, con un Morandi, 'Natura morta' del 1938, battuto per 2,7 miliardi e acquistato dal collezionista italiano Luca Maramotti. Piu' del doppio della stima, come e' accaduto per altre opere. 'Achrome' del '58 di Piero Manzoni e' stata venduta a 1,5 miliardi, mentre per due miliardi e' stata aggiudicata una statuetta in bronzo policromo del '49 di Marino Marini e circa 2,5 miliardi sono stati offerti per 'La Confessione' di Giorgio De Chirico (1929).

Quasi tutte le opere, dicono alla Sotheby's (che con l'asta ha realizzato 25 miliardi, vendendo 54 dei 60 lotti presentati), sono andate a collezionisti stranieri e questo era proprio l'obiettivo.

Le opere dubbie non sono piu' proposte e la tendenza e' certamente al rialzo, anche perche', dice Porro, l'arte italiana e' quella che costa meno. E se anche per l'arte ci fosse un borsino, sostiene Mariolina Bassetti, bisognerebbe investire su Burri, l'artista che piu' di altri ha grande spazio di salita e anche Balla e' molto ben piazzato.


Ma per l'esperta di Christie's, anche chi calca la scena del mercato internazionale per la prima volta ha molte possibilita' di affermazione. Lo scorso giugno, a Londra, dice Bassetti, i 15 piccioni imbalsamati di Cattelan sono stati battuti per 52mila sterline e le fotografie di Vanessa Beecroft sono quotate come quelle dei suoi colleghi americani.

Forte di tali premesse, Christie' sta preparando per il 6 dicembre il suo primo Italian sale a Londra, che ha comportato un gran lavoro per mettere insieme 60 lotti di grande qualita'. ''Ora che le quotazioni salgono, i collezionisti si tengono stretti le opere italiane - dice Bassetti - e non e' stato facile organizzare l'asta. Sono due anni, dopo la mostra di Celant a New York, che c'e questa tendenza''.

Non sono dello stesso parere a Sotheby's. Wanda Rotelli, anzi ci ride su. ''I collezionisti comprano, vendono e poi ricomprano, si scambiano le opere come le figurine. Per loro e' come un gioco, e noi, che stiamo costruendo il mercato, non abbiamo problemi a trovare la qualita'. Perche' ora si vende solo quella''.